Assegno di inclusione: ecco chi può riceverlo e come

Lo Stato Italiano, alla luce di quelle che sono le difficoltà oggettive a cui vanno incontro alcune categorie tra i cittadini, ha deciso di intensificare alcuni aiuti che servono per migliorare sicuramente la condizione di vita di tutti quelli che si trovano più in difficoltà. Non è solo una questione di soldi, ma anche di serenità personale.

Quando, all’inizio del 2020 fu messo in essere la possibilità di avvicinarsi al cosiddetto Reddito di Cittadinanza, le critiche si sono sprecate, andando addirittura ad aumentare nel corso del tempo perché qualcuno pensava, come poi è stato verificato, che certe categorie se ne stessero approfittando. Vero o meno, per molti quella misura economica ha comunque rappresentato un sostegno economico.

E se da un lato la spinta è stata quella che ha portato all’eliminazione di quel reddito così tanto chiacchierato e demonizzato, a partire dall’inizio del 2024 siamo arrivati all’introduzione dell’ormai noto Assegno di Inclusione, un aiuto consistente e importante per tutte quelle famiglie che hanno alcuni fattori determinanti e sicuramente esclusivi per accedere a questa misura.

Cos’è l’ADI

In Italia esistono innumerevoli modi per aiutare una famiglia che si trova in difficoltà e ogni anno questo sistema di aiuti viene migliorato per rendere chiaramente più efficiente tutto e dare una spinta volta solo a rendere più decente il modo di vivere di chi ovviamente non se la passa particolarmente bene.

L‘Assegno di Inclusione, o anche chiamato ADI, nasce proprio per questo motivo, ovvero per diventare un sussidio mensile utile a tante di quelle famiglie italiane, che si trovano in una situazione di difficoltà particolarmente marcata, soprattutto dal punto di vista economico e che ha come requisiti fondamentali, la presenza di una persona con disabilità, un minore, un over 60, o una persona presa a carico dai servizi sociali, che quindi viveva in condizioni di disagio.

Per riceverlo è chiaro che bisogna presentare domanda e richiesta direttamente all’INPS, che cercherà di capire se la tua particolare situazione corrisponde a quella che possiamo considerare una vera e propria situazione limite e di emergenza, per cui si richiede l’aiuto economico rilasciato dall’ente. Ma ci sono dei requisiti che vanno ovviamente rispettati.

I requisiti per accedere all’ADI

Abbiamo detto che è un sussidio economico che viene rilasciato solo in condizioni di particolare indigenza, o se hai un’emergenza particolare in casa. Ma non è una cosa che tutti possono ottenere, perché non è valido per tutti. Devi infatti rientrare all’interno di alcune categorie ben precise se vuoi ottenere il beneficio economico.

Innanzitutto, nel tuo nucleo familiare deve essere presente o un minore di 18 anni, un disabile oppure un ultrasessantenne. Diventa importante, inoltre, che l’ISEE, il solito elemento che funge da sbarramento, non sia superiore ai 9.360 euro, e che il reddito della tua intera famiglia non vada oltre i 6.000 euro.

Inoltre, non dimenticare di considerare che il tuo patrimonio mobiliare non deve essere di quelli stratosferici, ovvero sempre sotto i 6.000 euro, mentre quello immobiliare non deve andare oltre i 30.000 euro, escludendo in ogni caso la prima casa, perché su quella non si può per ovvie ragioni contestare alcunché.

La validità dell’ADI

Diciamo che una volta che viene richiesta e ovviamente viene rilasciata dopo essersi accertati della veridicità delle cose riportate sulla richiesta, l’ADI resta attiva per 18 mesi, quindi per un anno e mezzo, e può essere rinnovata dopo 1 mese dalla scadenza. Questo è un fattore importante anche per ristabilire di nuovo l’ordine e ricontrollare tutti i dati.

Inoltre, abbiamo comunque a che fare con importi di diversa natura, tra cui si evidenziano soprattutto quelli che hanno importi che variano in base al reddito e ai componenti del nucleo familiare: infatti, vengono rilasciati per 500 euro al mese per tutti colore che non hanno un reddito fisso, a cui unire fino a 280 euro al mese per pagare l’affitto.

In ogni caso, è bene tenersi sempre informati al fine di trovarsi impreparati, ma in questi ambiti purtroppo i cambiamenti e le continue trasformazioni si registrano di anno in anno e non si è mai totalmente preparati ad affrontare il cambiamento con tutto quello che abbiamo a disposizione. Quindi cerca di non rimanere mai indietro.

Procedi subito con una simulazione

Se anche tu pensi di rientrare in questo sistema di aiuti economici che è appunto l’Assegno di Inclusione, il mio consiglio è quello di provare ad effettuare una simulazione, calcolando tutti i tuoi dati disponibili sulla piattaforma messa in campo dall’INPS da cui puoi inviare autonomamente anche la richiesta e attendere che ti venga risposto.

Intanto, puoi sicuramente monitorare la tua situazione attraverso un’area messa a disposizione del cittadino, dove si accede per mezzo dello SPID e dove avrai modo di consultare tutto quello che riguarda te e la tua situazione economica in generale, attendendo ovviamente che ti venga data una risposta anche sulla stessa ADI.

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